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la cfarne si ricorda appena che una volta fu folle forte e ursata

  • Immagine del redattore: patriziavoltarella
    patriziavoltarella
  • 23 mar 2016
  • Tempo di lettura: 1 min

come potrei trattenere in me il vento e la sua voce di bestia? immemorabile. forse l’Uomo e’ anche indegno di sperare: la carne si ricorda appena che una volta fu folle e forte e usata. anche la fonte del rimorso e’ secca che la tua non sfiori come levarla oltre .l’infinito guarda una debolezza vorrebbe una certezza un estraneo rifugio silenzioso Di noi nemmeno piu ridi? e dunque crudelta’ compiangi? la tua Legge qual’e’? piu’ nulla gli si puo’ nel cuore che non seguita a vibrare se vibra il tuo profondo. quello che ci tocca , te e me insieme come un indefinibile vien da lungi! quale Grande musica ci tiene nella mano? il Cuore passa in alto l’immenso che ti rincorre afferrandoti come per crearti. la forma chiusa ascolta : cerchi sempre piu’ ampi di lui si fan poi diversi rivi. suo incendio ? puo’quietare me? come logora? il grano che ci scoppia in sogno e’ la lontananza che ci resta. ripara il logorio e per pensarti assisto atto creato sul vuoto il suo filo di raggio non teme e non seduce se non il proprio grido. della furia oceni chiude! liberami dall’inquietudine! la mia vita non so quale grande musica ci tiene nella mano. su quale strumento siamo tesi? acri sospesi sono stanco di urlare senza voce!


Gioia Bellezza poetessa Patrizia Voltarella

 
 
 

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