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Oh Nulla ci sono ore destinate a non finire

  • Immagine del redattore: patriziavoltarella
    patriziavoltarella
  • 2 dic 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Piccole vele Tu dici erette ali Nel centro il mare centro Nell’aria traspare E Noi nel monte Dall’Incidere, Dell’Isola.. Colmo Il Cuore attendiamo.o… Oh Nulla! Ci sono ore destinate a non finire Azzurro che non s’imbrumera’.. Mai più! creato dalla nostra Estasi Colora il Mondo Ci sorride. E quando invalivabile il sonno viene In quest’Aula, ricche le vene, Di Melodie Che tutto aduno e mescio i Desideri: UNO d’una prosa Bianca Solo m’avanza.. incontro al Giorno :e’ di tenere Gemme Il desiderio. Yo te quiero .ti voglio

Oh Giardino che non vedro’ mai!

Gioia Bellezza poetessa Patruzia Voltarella

Riflessioni psicologiche

LA PERDITA CI RICONDUCE AL DESIDERIO

” E allora dobbiamo imparare a sopportare la privazione. Io penso che l’accettazione della mancanza sia un altro tratto strutturale della nostra esistenza. Tutta la nostra vita è una lotta per afferrare quel qualcosa che ci sfugge, e per poter lottare dobbiamo imparare a sentire sulle nostre spalle il peso dell’assenza dell’altro. Io credo che nessuna terapia, nessuna esperienza consenta di eliminare questo senso di vuoto che l’amore, illudendoci, ci promette di riempire. Quando crediamo che il vuoto sia stato abolito, è probabile che stiamo ingannando noi stessi. Infatti, per quanto l’altro possa corrispondere al nostro desiderio inconscio, il bisogno di totalità è talmente smisurato che nessuna esperienza lo potrà realmente colmare. Il destino strutturale della nostra vita è imparare a sopportare la privazione e anche la delusione della persona che ci è accanto: quale che essa sia, qualunque cosa possa rappresentare o aver rappresentato per me, esprime comunque un’assenza. Possiamo dire che ogni dimensione amorosa mette in scena un mito; ogni volta che ci troviamo in questo vissuto noi “insceniamo” qualcosa: la totalità perduta che rimanda ai momenti precoci della nostra esistenza oppure il cosiddetto desiderio della completezza e – fatto ancora più doloroso – l’essere sempre pronti a rinnovare questo senso di vuoto. Infatti, per quanto io possa amare un altro e per quanto questo possa a sua volta ricambiare i miei sentimenti, in ogni rapporto continua a esistere la possibilità di perdere la persona amata. E questo timore si rinnova con più forza ogni volta che si crea una nuova relazione, anche se il sentimento che si è riusciti a creare offre continuamente un modo di controllare la perdita. Ma la perdita ci riconduce al desiderio. ”

Aldo Carotenuto, Eros & Pathos, p.78

immagine : Jak Baddeley, “Trasmutatio” (2015)

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